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venerdì 17 ottobre 2008

La tua città


Barcellona Pozzo di Gotto, con i suoi oltre quarantamila abitanti, è il Comune più abitato della nostra provincia. Eppure, poche, apparentemente, sono le opere d’arte, i monumenti, le testimonianze che un passato plurisecolare ha lasciato a memoria degli uomini in questi luoghi. Questi pochi elementi a nostra disposizione ci permettono, tuttavia, di tracciarne una ricostruzione metodologica e fare un quadro di quanto le passate dominazioni e gli eventi hanno lasciato nella nostra zona. Testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca greca, da quella romana a quella bizantina, da quella araba a quella normanna, dalla dominazione spagnola e borbonica ai nostri giorni. Barcellona Pozzo di Gotto nell’ultimo trentennio ha cambiato il suo volto , raddoppiando , triplicando la sua estensione, il suo tessuto urbanistico su cui si sono venute a sovrapporre strutture nuove (e non sempre di buon gusto) al vecchio tessuto urbano, cancellandone, spesso, in breve tempo importanti testimonianze del passato in modo definitivo. Notevoli gli “sventramenti” che si sono avuti in diversi periodi: da quello del centro storico, con la demolizione del Duomo di S. Sebastiano, alla cancellazione della memoria storica di un passato recente del Teatro “Placido Mandanici” (anni ’70) alla demolizione delle case intorno alla chiesa di San Giovanni e del quartiere Crocifisso; dalla trasformazione di tutto il quartiere di Via Cairoli ad altri luoghi “storici” di Barcellona pozzo di Gotto. Si è assistito in passato e anche al giorno d’oggi, a una continua e sistematica opera di manipolazione, di trasformazione in nome del nuovo (e non sempre del bello) del nostro territorio. Ma questo è un fenomeno che ha colpito non solo Barcellona Pozzo di Gotto, ma buona parte dell’Isola. Eppure un’indagine storica per ricostruire i vari “tessuti” della nostra città può ancora farsi, attraverso le testimonianze a nostra disposizione. La “guida “ redatta con il sistema a schede non vuole essere una esauriente e complessa guida al tutto, ma l’avvio di nuove “indagini sul percorso”. Soprattutto per permettere ancora una volta, che testimonianze del passato, spesso mal conosciute o ignorate dai più, possano assumere il ruolo di rilievo che loro compete. Ed anche perché loro possano per mezzo della semplice “segnalazione” essere salvate dal degrado e dalla cancellazione definitiva dal nostro territorio e dalla “memoria storica”. “La tua città” come abbiamo voluto intitolare questa guida ai beni Culturali noti e meno noti di Barcellona pozzo di Gotto, è divisa per “classe” o “argomento”. Non abbiamo inteso “scrivere di tutto, ma di tutto”, ma avviare (o proseguire) una ricerca valida a ricostruire il passato., il presente, per costruire il futuro della nostra città, che nel 1985-1986 celebrava i suoi centocinquant’anni dalla fondazione e dall’unione dei due centri in modo critico, anche perché il termine “moderno” di “bene culturale non equivale solo a monumento, ma assume un significato, adesso, molto più vasto e vario. Purtroppo, in passato, ciò è stato inteso in modo ambiguo ( e in senso solo umanistico, ecclesiastico, dalla parte del potere) e, spesso, si è trattata la storia del nostro territorio in modo lacunoso e di parte. Di fatto, invece, buona parte dei “beni” non esiste più per vari motivi, tra quali l’azione del tempo, l’incuria, la mano dell’uomo, ecc… ( soprattutto la cementificazione selvaggia). Non una storia, bensì una guida ragionata, breve, sintetica, speriamo esauriente, per chi si accinga a studiare il territorio e stimolante per chi voglia approfondire la ricerca. Abbiamo preferito la trattazione per tematiche, cominciando dalla descrizione di tutte quelle costruzioni rimaste e che avevano nel nostro territorio una funzione logistica : le torri d’avvistamento, sorte nel nostro territorio sia marittimo che urbano. Si è passato poi alla descrizione di alcune “masserie”, con i loro “bagli” e i loro “magazzini”, i loro trappeti e palmenti. Segue una panoramica a ritroso sulle più recenti scoperte di un passato remoto, preistorico e protostorico, che sul nostro territorio deve essere ancora studiato e approfondito e che, certamente, non poteva essere assente da questa guida: sono le testimonianze preistoriche di contrada Oliveto, di M. S. Onofrio e di Pizzo Lando . Poi, vengono passate in rassegna alcune testimonianze religiose e civili di manufatti che testimoniano, con la loro presenza ed esistenza un tipo di vita legato ancora all’economia rurale. Abbiamo infatti individuato, infatti, alcune cappelle padronali, che i “signori della terra” facevano costruire nelle loro tenute, nei loro feudi, nelle loro masserie. Poi, abbiamo passato “passato in rassegna” alcune fra le chiese più significative di Barcellona pozzo di Gotto, conosciute e meno conosciute, che meritano di essere tutelate come patrimonio di tutta la nostra collettività, con le loro opere d’arte che testimoniano una certa vitalità artistica nel nostro territorio e di alcuni antichi palazzi . Questa guida si conclude con una rassegna di alcune “senie” o “norie”- introdotte soprattutto nel periodo arabo e poi spagnolo – cioè, gli antichi pozzi che servivano intere collettività, e destinati all’irrigazione dei campi. Esse testimoniano la presenza di un tipo di economia “padronale” durata per molto tempo sul nostro territorio, soprattutto, quando il tessuto economico della zona era basato sull’agricoltura. Abbiamo esaminato e descritto, poi alcuni mulini ricadenti nel comune di Castroreale e di Barcellona P.G.
Infine una sezione è stata dedicata ad alcuni musei e parchi etno-antropologici sorti in questi anni nella nostra città e che raccolgono reperti e testimonianze della cultura contadina, artigiana e commerciale del nostro territorio.

Dal libro “La tua città” di E. Bavastrelli e C. Ceraolo
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