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mercoledì 29 ottobre 2008

La Nuova Ecologia


Il villino Liberty a Barcellona Pozzo di Gotto e la chiesa della Vergine Accomandata di Castroreale. Legambiente in Sicilia con Salvalarte per sottrarre al degrado due gioielli dimenticati

Barcellona Pozzo di Gotto e Castroreale, rispettivamente con il Villino Liberty e la chiesa della Vergine Accomandata, sono state le protagoniste del secondo appuntamento siciliano di Salvalarte 2008. L’edizione 2008 di Salvalarte punta il dito su 39 opere d’arte da sottrarre al degrado ed è all’insegna della mobilità sostenibile grazie alla combinazione virtuosa treno + bici, che sono gli unici mezzi di trasporto utilizzati. Un viaggio a emissioni ridotte, che Legambiente sta percorrendo insieme alla Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta.
La carovana su due ruote di Salvalarte ha percorso i circa dieci chilometri che separano Barcellona da Castroreale, accolta in entrambi i comuni dal Primo Cittadino e dai ragazzi delle scuole. Scelti non a caso, la partenza e l’arrivo di questo percorso hanno puntato il dito sullo stato di degrado in cui versano due autentici gioielli “dimenticati”. Si tratta del villino liberty Foti-Arcodaci di Barcellona Pozzo di Gotto, unico esempio di art nouveau rimasto in città che si trova in stato di abbandono, e della chiesa quattrocentesca della Vergine Accomandata di Castroreale, che resiste a fatica all’incuria.

Nonostante sia stata vincolata dalla Soprintendenza il 3 marzo del 1990, Villa Arcodaci, in pieno stile liberty, si trova in uno stato di grave degrado e per questo era già stata oggetto della campagna Salvalarte Sicilia 2007. “L’incuria in cui versa il villino – ha denunciato Carmelo Ceraolo, Presidente Circolo Legambiente Barcellona - ha già portato alla perdita di quasi tutti i suoi soffitti decorati, crollati per le infiltrazioni d’acqua dovute alla mancata manutenzione del tetto.

Solo di recente, infatti, la Provincia Regionale di Messina ha effettuato il rifacimento del tetto e ha provveduto al distacco dei dipinti rimasti per fini conservativi. Un intervento quanto mai necessario, ma certo non esaustivo per questo villino di inizio Novecento che necessita di un urgente restauro”. Un’analisi condivisa anche da Candeloro Nania, Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto.
Comune che ha ricevuto dalla Provincia di Messina, proprietaria dell’immobile, la concessione in comodato d’uso del villino per due anni e che si è già mosso per realizzare il recupero di Villa Arcodaci.
“Convinta dell’importanza di questo bene – ha infatti spiegato Nania – l’Amministrazione di Barcellona Pozzo di Gotto ha attivato un finanziamento sulla riqualificazione che ha destinato 600 mila euro al recupero del villino liberty. Un impegnativo intervento di messa in sicurezza e restauro che prenderà il via entro i prossimi tre mesi”.

Ancor peggiore di quella di Villa Arcodaci, se possibile, la situazione della chiesa della Vergine Accomandata di Castroreale. Nota anche come chiesa dell’Immacolata, è inserita nel capitolo siciliano della guida “Gioielli ritrovati” e il suo stato di conservazione è stato illustrato dal professor Antonio Bilardo.
“Danneggiata dal terremoto del 1978 e puntellata da allora, questa chiesetta è tuttora inaccessibile. – ha spiegato professor Bilardo – Inutile evidenziare l’urgenza di un restauro che renda nuovamente fruibile questo prezioso bene artistico-architettonico e recuperi ciò che resta del legno dipinto, prima che sia troppo tardi”.

Nata con lo scopo istituzionale di recuperare e salvaguardare gli innumerevoli beni storico-artistici diffusi nello Stivale, la campagna di Legambiente sui beni culturali ha quindi lanciato un SOS per riportare la questione del recupero del villino liberty e dell’Immacolata nell’agenda politica locale.
“Il senso profondo di Salvalarte risiede nella sua capacità di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e nella sua capacità di mobilitazione, elementi grazie ai quali diviene spesso l’occasione per accendere i riflettori sul patrimonio minore abbandonato e trascurato - ha ribadito Federica Sacco, responsabile nazionale Salvalarte di Legambiente - cercando, attraverso interventi mirati, di recuperare e restituire alle città pezzi di storia sconosciuti ai più. Proprio come nel caso di questi due gioielli dimenticati”.

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