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giovedì 28 agosto 2008

Itinerario nel territorio di Rodì Milici in provincia di Messina

Rodì Milici è costituito da due piccoli centri abitati (Rodì e Milici), a tre chilometri di distanza l'uno dall'altro, arroccati sui Peloritani a più di 100 metri d’altezza, lambiti dal fiume Patrì o Termini. Da entrambi si domina la piana di Milazzo, le isole Eolie e Tindari
Le testimonianze della presenza dell’uomo si perdono nella notte dei tempi. Infatti, fin dalla preistoria la zona è stata abitata dagli uomini e in seguito le varie popolazioni che in essa vi hanno soggiornato hanno lasciato tracce della loro testimonianza. Il territorio circostante è ricco di necropoli risalenti all’età del bronzo e del ferro. Sul monte Ciappa meta della nostra escursione sono stati ritrovati i presunti resti della città di Longane ad un’altezza che si aggira intorno ai 400 – 500 m. s.l.m. abitata da Sicani autoctoni che in quei luoghi si rifugiarono all’arrivo delle popolazioni Sicule.

TEMPO DI PERCORRENZA 02’00 ORE CIRCA

DIFFICOLTA ITINERARIO FACILE

DISLIVELLO DI SALITA 300 m. CIRCA

CARATTERISTICHE ARCHEOLOGICO PAESAGGISTICO.

SEGNALETICA DAL BIVIO ASSENTE

PERIODO CONSIGLIATO TUTTO L’ANNO




Da Barcellona Pozzo di Gotto si prende la S.S. 113 in direzione Palermo giunti nel paese di Terme Vigliatore sempre sulla S.S. 113 s’imbocca sulla SX il bivio per Rodì Milici e s’incomincia a salire per un paio di Km. Sino a raggiungere l’abitato di Rodì, superato si prosegue in direzione Milici, prima di arrivare al paese s’incontra sulla Sx un bivio con indicazione campo sportivo e sulla DX quello che noi dovremo imboccare, con indicazione zona archeologica. Si sale ancora per circa 100 m. si lascia l’auto e si prosegue a piedi.
S’incomincia a salire e superati un paio di tornanti in una zona coltivata prevalentemente ad ulivi, si arriva alla confluenza di due tracce in terra battuta, s’imbocca quella a SX e si sale per qualche Km. Raggiunto un cancello di legno si supera e si continua in zona molto spoglia per la presenza di greggi che tutto intorno vi pascolano. Poco dopo si giunge su di un pianoro dove è possibile puntare lo sguardo verso il mare ed intravedere sullo sfondo le Isole Eolie, il promontorio di Milazzo e quello del Tindari e verso ovest guardando in basso il torrente Mazzarrà. Dopo una breve pausa si ha la possibilità di proseguire; dal pianoro dove ci troviamo riprendiamo la traccia e proseguiamo in salita, dove subito dopo s’incontra un cancello sempre di legno si supera e si sale sulla SX costeggiamo la parete della montagna, invece sulla DX lo sguardo si posa sul torrente Mazzarrà e sul promontorio del Tindari.
Poco dopo s’incontra una fontana al centro si supera e si sale ancora per un po’ e sulla SX non ben visibile è un antico ovile abbandonato che merita di essere visitato per la semplicità e la precisione con la quale è stato concepito. Per il ritorno proseguire sulla stessa traccia.
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